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I farmaci? Anche in autostrada
Aprono nelle aree di servizio i primi corner della salute: il progetto punta anche agli ambulatori
Farmaci on the road. Non è né il titolo di un b-movie, né tanto meno un'ipotesi lontana. Anzi, è già realtà. Entro l'anno, infatti, dovrebbero toccare quota 40 le parafarmacie disponibili sulle autostrade italiane. Un numero destinato a crescere sino ad arrivare a 110 nei prossimi tre anni. Un "effetto" della liberalizzazione, in tema di farmaci da banco e senza prescrizione medica, avviata la scorsa estate dal decreto Bersani.
Il primo "esperimento ha già due anni", spiega Alfio Bonacchi, responsabile marketing e sviluppo della Healthy srl, società nata ad Agliana, in provincia di Pistoia (ma tra breve la sede sarà spostata a Roma) che ha "intuito già cinque anni fa la possibilità e l'utilità, di dare vita a dei corner dedicati alla salute e al benessere nelle aree di servizio autostradale". Nel 2005, infatti, ha aperto i battenti la prima Autofarma della Healthy nell'area di servizio di Villarboit, sulla Torino-Milano, mentre ha visto la luce recentemente quella realizzata all'interno dell'area di servizio di La Secchia a Modena Sud sulla Milano-Napoli.
Il "progetto", prosegue Bonacchi, "non si ferma alla realizzazione delle parafarmacie, ma punta a creare anche degli ambulatori medici privati sulle arterie italiane da affiancare ai corner". Progetto quest'ultimo, al momento ancora in fase di studio viste alcune "difficoltà incontrate in questi mesi", conferma Bonacchi. Ma la Healthy srl va avanti. Ed entro i prossimi tre mesi aprirà altre parafarmacie. Prossime tappe: "Nell'autogrill di Conioli sulla Riva Ligure, vicino Imperia, poi Tortona, Cigliano, tra Vercelli e Chivasso, Crocetta. Tutte al Nord, per il momento, ma l'intenzione è quella di "scendere" pian piano anche verso il Sud d'Italia".
Partita senza troppa enfasi pubblicitaria l'iniziativa ha trovato il consenso dei viaggiatori, specie di quelli di "professione". "Autotrasportatori, rappresentanti, pendolari a lunga percorrenza, sono soprattutto loro, oggi, i nostri principali clienti, ma anche gli altri viaggiatori sono rimasti contenti. Indubbiamente è una comodità potersi fermare in un autogrill e comprare un antidolorifico o altro, senza dover per questo uscire al primo casello e percorrere un centro abitato in cerca di una farmacia".
L'idea degli ambulatori (separati dai corner della salute, così come prevede la legge in materia) resta, comunque, il punto finale dell'intero progetto. Altro tassello la possibilità, una volta avviati gli ambulatori autostradali "di munire i medici di moto dotate di defibrillatori, così da poter prestare soccorso immediato in attesa dell'autoambulanza". Defibrillatori, quindi, ma anche analisi del sangue di routine, elettrocardiogrammi e tutti quei piccoli interventi realizzabili in un studio medico di primo aiuto: queste le prestazioni degli ambulatori autostradali i quali "grazie anche alla telemedicina potranno comunicare con alcuni ospedali privati con i quali stiamo avviando delle collaborazioni per mettere in piedi l'intero progetto", conclude il responsabile del marketing della Healthy. In attesa che tutto questo diventi realtà, le autofarmacie restano il principale business.di Anna Rita Cillis
dal supplemento salute de la repubblica
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