Quattro passi in piscina

da www.la repubblica.it supplemento salute di Anna Fregonara

Pronti al botto. Questa primavera, le piscine avranno un vero e proprio boom. "A marzo le domande di iscrizione fisiologicamente aumentano sempre di un 20-25 per cento" esordisce Mirco Salvetti, coordinatore nazionale del fitness in acqua per la Federazione italiana nuoto, "perché la bella stagione invoglia a tuffarsi. Quest'anno, però, complice del successo è la trasformazione delle vasche in vere e proprie palestre. L'idea di rinforzare pettorali e addominali restando al fresco attira nuovi iscritti che alimentano a dismisura una crescita che stiamo registrando da quattro anni. A nostro favore gioca anche la difficoltà che sta attraversando il fitness a terra che in un anno ha perso l'8-10 per cento".
Ma oltre al water body building, è il passaparola sui benefici a far tuffare le donne. "Si stanno convincendo che sin dal primo bagno la silhouette si modella" prosegue Elena Buscone, responsabile dei corsi a terra e delle piscine dello Scorpion, una delle palestre più in voga di Milano. "E' vero. L'acqua massaggia, sollecita la microcircolazione e gambe, pancia e glutei si sgonfiano. Tant'è che c'è chi, durante la lezione di acquagym, va in bagno un paio di volte".
Non si creda che gli appassionati della piscina siano solo i giovani. I prodigi del fitness acquatico, infatti, attirano a tutte le età. Donne incinta e anziani si buttano in esibizioni di squat e passi incrociati a ritmo di musica perché non devono preoccuparsi che il movimento sia impeccabile essendo nascosti nella vasca. "Inoltre è impossibile farsi male e quindi, gli obesi, che in palestra non riuscirebbero ad alzare una gamba, in piscina lavorano come gli altri. La capacità dell'acqua di sostenerci fa sì che ci si muova quasi in uno stato d'assenza di gravità" precisa Buscone. Si diventa progressivamente più leggeri man mano che ci si immerge. Infatti, se tutto il corpo è sott'acqua, il peso del fisico rispetto al reale è del 3 per cento. Se l'acqua arriva alle spalle il peso sale al 20, se è all'ombelico si passa al 50 e se è al polpaccio si raggiunge il 95 per cento. "Questa sensazione di leggerezza permette di evitare il sovraccarico sulle articolazioni e quei microtraumi a livello osteo-muscolare che sono possibili durante la corsa o nei salti" prosegue Salvetti.
Insomma, il water fitness tonifica, allena il cuore, migliora la circolazione e ha un'azione drenante che combatte la cellulite. A patto, però, che si segua un'alimentazione equilibrata e che si sia costanti. "Bisogna andare in piscina quattro o cinque volte alla settimana" suggerisce Salvetti. "Chi è fuori allenamento, invece, può iniziare con due. Nessuna scusa per chi non sa nuotare perché si possono usare tubi salvagente che non impediscono l'esecuzione dell'esercizio. Nessuna scusa neppure per chi dice di essere freddoloso. Quando il costume olimpionico è troppo leggero, basta indossare una maglietta dello stesso tessuto, a maniche corte o lunghe, che protegge di più".
Raccomandazione per tutti. Non abbuffarsi prima del tuffo. "Se si desidera uno spuntino, limitarsi a un biscotto con del tè zuccherato o a uno snack facilmente digeribile" spiega Giorgio Visintin, docente di nuoto all'università di Firenze e alla Scuola dello sport del Coni. "Se si fa un pasto abbondante, invece, meglio aspettare due ore prima di entrare in vasca. La digestione comporta un maggior richiamo di sangue dagli organi coinvolti, per cui l'impatto con l'acqua più fredda della nostra temperatura interna può causare la "congestione".


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