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Arriva dalla Scozia la notizia che genera nuove speranze
nella lotta contro i tumori: un gruppo di ricercatori
dell'Università di Glasgow ha individuato una
sostanza, la decitabina, che potrebbe rendere le cellule
tumorali più vulnerabili all'azione della chemioterapia.
In genere, molte neoplasie vengono all'inizio trattate
con successo tramite la chemioterapia, ma all'ottimismo
iniziale spesso segue la frustrante scoperta che le
cellule tumorali riescono a sviluppare una resistenza
alla terapia.
Gli scienziati scozzesi, grazie ad uno studio finanziato
dalla "Cancer Research Campaign", sono riusciti
a bloccare il sistema di autodifesa delle cellule
tumorali, trattandole con la decitabina.
Per ora questo nuovo farmaco garantisce un effetto
positivo per la cura del cancro ovarico e del cancro
al colon, ma i ricercatori dell'Università
di Glasgow hanno fondate speranze che la decitabina
possa essere utile per altri tipi di neoplasie.
Il motivo per cui le cellule tumorali diventano meno
sensibili all'attacco della chemio va ricercato nella
perdita del sistema denominato "mismatch repair",
il
quale ha una funzione di sorveglianza nel Dna allo
scopo d'impedire la mutazione dei geni.
La chemioterapia agisce proprio su questo sistema,
"ingannandolo", e favorendo in questo modo
il suicidio delle cellule trattate.
Se le cellule tumorali perdono il "mismatch repair",
diventano più resistenti alla chemioterapia
poiché quest'ultima smarrisce il proprio campo
d'azione.
I ricercatori scozzesi hanno scoperto che la decitabina
è un farmaco in grado d'impedire la perdita
del "mismatch repair".
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