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Sindrome
da fatica cronica, fanno bene i grassi del pesce?
da www.la repubblica.it supplemento salute
La fatica
come sintomo è caratteristica di molte patologie
come anemia, diabete, ipotiroidismo, depressione,
malnutrizione, infezioni, disturbi neurologici ecc.
Anche per i malati di cancro è stata identificata
una particolare condizione chiamata 'fatigue' determinata
dagli effetti collaterali delle terapie anticancro,
ma su quella nota come Sindrome da Fatica Cronica
(CFS) le ipotesi sono ancora in vantaggio sulle
certezze.
Chiamata anche 'encefalomielite mialgica' (definizione
in realtà usata prevalentemente in Inghilterra)
la CFS è stata spesso confusa con la 'neuroastenia'.
Sulle cause della malattia incombono ancora numerose
ombre. Anche se le ipotesi più accreditate
parlano di una iperreattività del sistema
immunitario che risponde ad una infezione virale
poco curata.
A fronte di questo 'impegno' immunitario il soggetto
sviluppa una sintomatologia che prevede stanchezza
grave e invalidante, associata a sintomi come dolori
muscolari, disturbi del sonno, cefalea e scarsa
concentrazione. Prima che si corra il rischio di
fare una autodiagnosi un po' affrettata bisogna
dire che la diagnosi prevede che si accusino questi
disturbi in maniera continuativa per almeno sei
mesi, anche se molti pazienti, riferisce il professor
Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia
Medica del Centro Tumori di Aviano, arrivano ancora
a non sapere cosa hanno dopo alcuni anni di sofferenze.
Nonostante si tratti di una malattia poco frequente,
circa 200mila casi in Italia, molte sono le ricerche
sulle cause. Ed è di questi giorni la notizia
di uno studio dell'Hammersmith Hospital di Londra
in cui il team ha analizzato il cervello di alcuni
pazienti affetti dalla CFS rilevando la massiccia
carenza di acidi grassi essenziali. Quindi la somministrazione
di supplementi alimentari a base di olio di pesce
(ricco in queste sostanze: gli Omega 3 di salmoni,
sgombri, acciughe ecc.) avrebbe mostrato un miglioramento
dei sintomi complessivi.
Commenta Tirelli: "Lo studio inglese si inserisce
in una linea di ricerca che già il mio gruppo
aveva valutato e pubblicato su l'American Journal
of Medicine del 1998 su eventuali alterazioni metaboliche
cerebrali nel cervello nei pazienti con Sindrome
da Stanchezza Cronica (CFS). Lo studio inglese è
interessante in quanto sono poco conosciuti i meccanismi
patogenetici della Sindrome da Stanchezza cronica
e queste nuove informazioni potrebbero essere utili
per meglio comprendere e anche meglio trattare questa
difficile sindrome. Due importanti sostanze chimiche,
la colina e la creatina sono state riscontrate a
livelli più alti nel cervello dei pazienti
con la Sindrome da Stanchezza Cronica dai ricercatori
inglesi, suggerendo così un alterato metabolismo
cerebrale. Lo stesso rilievo era stato riscontrato
nel nostro studio con la PET su 18 pazienti con
CFS".
I bambini con CFS hanno esiti migliori rispetto
agli adulti: nel 5496% dei bambini si ha un miglioramento
definitivo dopo 6 anni di follow up, mentre nel
2050% degli adulti si hanno miglioramenti a medio
termine. Il 1020% guarisce completamente ma ancora
un buon 3040% non apprezza vantaggi nel trattamento
della sindrome.
DI JOHANN ROSSI MASON
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