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Che caldo!
Dal supplemento salute di repubblica.it
Uffa, che
caldo! In giugno lintero stivale è stato
immerso in una bolla di calore e di umidità
che ha fatto sbuffare dallEtna alle Dolomiti.
Temperature record che hanno oscillato attorno ai
37/40 gradi, livelli di umidità molto alti,
assenza di piogge e di vento: le estati del terzo
millennio si stanno presentando con queste caratteristiche
che appartengono più a un paese dei Tropici
che non al Mediterraneo. E allora, via a consultare
esperti e studiosi. E la domanda è sempre la
stessa: che cosa fare per sopravvivere al grande caldo?
«E bene precisare in primo luogo che il
senso di malessere da caldo, che segnala una possibile
compromissione del nostro stato di salute, è
legato a non solo alla temperatura, ma anche allumidità
e alla ventilazione», spiega Marco Marchetti,
ordinario di Fisiologia umana allateneo La Sapienza
di Roma. «In particolare è lalta
umidità unita alla mancanza di ventilazione
che rende difficoltosa la dispersione del calore corporeo
e quindi ci fa soffrire. La sudorazione, meccanismo
con cui il corpo si raffredda, è più
facile in ambiente secco: nellumido è
più difficile e se è saturo di vapore
acqueo è impossibile. Gli antichi romani talvolta
ammazzavano le signore chiudendole dentro un bagno
turco con 37 gradi di temperatura e completamente
saturo di vapore dacqua: in queste condizioni
non cè dispersione di calore, la temperatura
corporea sale al punto da provocare la morte per arresto
cardiaco. E il colpo di calore: può colpire
soprattutto anziani e bambini».
La prima difesa contro il caldo e lafa è
labbigliamento: dobbiamo spogliarci del maggior
numero di indumenti possibile. «Ci si deve spogliare»,
suggerisce Marchetti, «perché più
superficie corporea si espone più si favorisce
levaporazione del sudore. Bisogna togliersi
scarpe, calze, camicie, cravatte... Anche la maglietta
intima, perché blocca il sudore». E poi
bisogna bagnarsi spesso: «Bisogna fare una doccia
e mettersi allaria per far evaporare lacqua:
leffetto rinfrescante è assicurato».
Se da un lato occorre favorire il processo di sudorazione
attraverso cui lorganismo mantiene inalterata
la temperatura interna, dallaltro bisogna integrare
i liquidi persi. Bere, bere, bere è dunque
limperativo categorico contro lafa. Soprattutto
se si fa attività fisica intensa. «Si
sente dire che non bisogna bere quando fa caldo, perché
lacqua che entra se ne va in sudore. Ma è
questo che deve avvenire. Sudando si perde però
molto sodio, sostanza fondamentale per il nostro organismo.
E vero che ne introduciamo troppo mangiando,
ma destate meglio aggiungere un po di
sale allinsalata».
Un aiuto contro il caldo viene da condizionatori e
ventilatori. Purché luso sia oculato:
«La temperatura non deve essere sotto i 26 gradi»
consiglia Marchetti, che, più in generale,
raccomanda dascoltare i segnali del corpo: «il
piacere segnala che stiamo facendo qualcosa di buono
per lorganismo».
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