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Anche i tatuaggi
"usa e getta" all'hennè, ultima moda
delle spiagge, possono nascondere il rischio di allergie.
Ritenuti finora completamente innocui, questi tatuaggi
cominciano adesso a provocare allergie e secondo gli
esperti il fenomeno è da tenere sotto controllo
perché potrebbe aumentare nei prossimi anni
(ANSA). I primi 3 casi di allergie da tatuaggio temporaneo
(vedi allergie da contatto) sono stati presentati
durante il convegno di Dermatologia e Venerologia,
tenutosi a Roma il giugno scorso, dai medici della
Divisione di Dermatologia Pediatrica dell'Istituto
Dermopatico dell'Immacolata. Ad accusare eritemi e
pruriti a tre settimane dal tatuaggio sono state una
bambina di 7 anni, una ragazza di 20 e una donna di
52. Dalle indagini effettuate sulle pazienti è
risultato che il responsabile non è l'hennè,
cioè il colorante naturale di origine vegetale
utilizzato per questi tatuaggi, ma un additivo che
spesso si trova nelle preparazioni in commercio per
ridurre il tempo necessario per fissare il colore
e per ottenere toni più scuri. La sostanza
sotto accusa si chiama parafenilendiamina (Pdp). Recentemente
una direttiva europea ne ha autorizzato l'uso nelle
tinture per capelli all'hennè, ma lo ha proibito
per la colorazione di ciglia, sopracciglia e pelle.
In attesa che la direttiva venga recepita, la Pdp
si trova facilmente nelle confezioni di hennè
usate per i tatuaggi. I dermatologi temono inoltre
che la grande diffusione dei tatuaggi temporanei all'hennè
possa portare a una graduale sensibilizzazione della
popolazione alla Pdp con la possibilità che
nei prossimi anni il numero delle allergie da tatuaggi
aumenti notevolmente.
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