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Quando le
visite mediche erano meno affrettate, il medico di
famiglia non dimenticava mai le raccomandazioni sul
momento più adatto per ingerire i farmaci che
aveva prescritto. Abitudine oggi relegata in sottordine,
al punto che non di rado è il paziente stesso
a chiedere se il farmaco andrà preso a stomaco
vuoto o subito dopo un pasto. Certi anziani chiedono
tuttora se possono mangiare le uova, perché
con i primi sulfamidici se ne sconsigliava temporaneamente
luso (indicazione oggi del tutto inutile). In
realtà si possono creare diverse interferenze
fra le sostanze farmacologiche ed il cibo ed è
bene tenere in considerazione almeno le principali.
Del resto, quando un medico deve fronteggiare un problema
acuto e grave sceglie quasi sempre la somministrazione
per via intramuscolare o endovenosa, proprio perché
la via orale non garantisce, con altrettanta precisione,
né la quantità del farmaco che verrà
realmente assorbita, né in quanto tempo.
Molte persone, e gli anziani in particolare, debbono
ricorrere ai farmaci giornalmente e ciò può
comportare sia dei problemi gastrici, sia delle interferenze
sulleffettivo assorbimento dei medicinali, ma
anche sul metabolismo, sullescrezione e sulla
comparsa di reazioni indesiderate. I farmaci, salvo
poche eccezioni, sono assorbiti nellintestino
tenue e non nello stomaco che tuttavia può
risentirne negativamente, perfino quando la somministrazione
non è avvenuta per via orale. La regola più
comune è quella di prendere i farmaci potenzialmente
gastrolesivi non a digiuno ma nel corso di un pasto
o subito dopo. Viceversa, quando è prioritaria
la velocità e la completezza dellassorbimento
di una compressa è più corretto prenderla
con un po dacqua lontano dai pasti.
Possono esistere, però, indicazioni speciali,
ricavabili di volta in volta dal depliant che accompagna
qualsiasi confezione farmaceutica. Comunque, sarà
bene ricordare che un alto consumo di fibre alimentari
sotto forma di grandi quantità di verdure e
ancor più per i prodotti dietetici arricchiti
di fibre può ridurre lassorbimento dei
farmaci (come avviene per il ferro, per il calcio
o per alcune vitamine). Bisogna tener conto che nelle
epatopatie ma anche nellinvecchiamento si riduce
la capacità del fegato di inattivare i farmaci
e la loro azione può essere meno prevedibile,
sia per intensità che per durata.
Soprattutto bisogna ricordare che letanolo (lalcol
del vino, della birra e dei superalcolici) accentua
lepatotossicità di molte sostanze e non
solo dei farmaci, forse come solvente che ne facilita
lassorbimento, oltre ad aggravare il sovraccarico
metabolico del fegato. I disturbi della coordinazione
motoria e del comportamento, tipici di una forte ingestione
di alcol, possono comparire anche per un uso moderato
nei pazienti che abbiano preso farmaci sedativi, ipnotici,
antidepressivi, ansiolitici e perfino analgesici.
Un diabetico trattato con ipoglicemizzanti orali può
avere delle fluttuazioni glicemiche imprevedibili,
dovute in parte alleffetto ipoglicemizzante
dellalcol ed alle modifiche nel tempo di eliminazione
del farmaco. Ce nè abbastanza per chiedere
al medico precisazioni anche sugli orari di somministrazione.
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