In aereo alzarsi ogni ora, muovere le caviglie e bere
Breviario dell’Alt contro la Sindrome da classe economica

Non è una nuova malattia, ma sino al recente caso della morte di una donna durante un volo Sydney-Londra, il pericolo di trombosi che si corre in aria, soprattutto nelle lunghe tratte affrontate in uno degli scomodissimi posti che praticamente tutte le compagnie aeree riservano ai clienti delle classi economiche era stato perlomeno sottovalutato.
Al riguardo, l’Associazione lotta alla trombosi è recentemente intervenuta per fare chiarezza sulla "sindrome da classe economica" e indicare, ai numerosi italiani che presto si metteranno in viaggio, i suggerimenti per evitarla. La malattia è scientificamente nota come Trombosi venosa profonda. È causata dalla formazione di un coagulo "improprio" (trombo) all’interno di un vaso sanguigno, di solito nelle vene degli arti inferiori. Il trombo può sciogliersi da solo senza lasciare segni, oppure tappare parzialmente o totalmente la vena, o infine rompersi in frammenti e giungere all’arteria polmonare, causando l’embolia polmonare.
Come ricorda l’Alt, i sintomi più comuni della sindrome sono:
dolore al polpaccio, sotto forma di crampo;
pelle lucida e infiammata nella zona colpita;
gonfiore;
presenza di un cordone rosso e dolente sulla superficie della gamba;
accelerazione del battito cardiaco con accessi di tosse ingiustificata;
striature rossastre nel catarro.
Tenuto conto che a questo tipo di incidente vanno incontro i passeggeri dei voli aerei di durata superiore alle 6 ore (in genere, dunque, i viaggi intercontinentali), a rischiare di più sono le seguenti categorie di soggetti:
chi ha già avuto precedenti trombosi venose o arteriose;
chi ha subito di recente un trauma, un’ingessatura o un’operazione chirurgica;
chi ha in famiglia casi di consanguinei che hanno avuto il medesimo problema;
chi ha problemi cardiovascolari su base ischemica (infarto, angina, ischemia, bypass);
le donne e gli uomini con più di quarant’anni;
le donne in gravidanza;
le donne che fanno uso di pillola o anticoncezionale;
i fumatori;
i soggetti obesi o in sovrappeso.
L’Associazione lotta alla trombosi infine dirama una serie di consigli per prevenire il disturbo, elaborati dal suo comitato scientifico:
alzarsi e muoversi almeno ogni ora;
da seduti, tendere di tanto in tanto le caviglie e roteare i piedi;
bere molta acqua prima e durante il tragitto;
se possibile, indossare calze elastiche;
per chi ha già avuto problemi di trombosi venosa profonda, chiedere consiglio al medico da cui si è in cura sull’opportunità di eseguire una profilassi con anticoagulanti prima del viaggio.
Consigli per volare in generale più rilassati, poi, arrivano dai neurologi: evitare caffè o bevande psicostimolanti; niente alcol, né fumo, entrambi aumentano la tensione nervosa; non sedersi vicino al finestrino, che accresce la sensazione di "intrappolamento"; dormire anche con l’aiuto di rimedi rilassanti; concentrarsi su ciò che si farà una volta arrivati; tenere in tasca farmaci che si sappiano capaci di controllare l’eventuale crisi di panico.

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